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Puntate
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© 1971 Rai Radio Televisione Italiana - 2003 by Oberon
Roma, città millenaria.
La luce del giorno la fa apparire immensa
e pulsante di vita, dove gli antichi splendori
non sono altro che immobili rovine.
Ma mentre il sole si spegne, la città si svuota
dei movimenti frenetici delle persone.
Per un attimo, tutto rimane fermo
nell'oscurità, come in ascolto.
Subito dopo, quello che appariva silenzioso
e morto da secoli, torna a vibrare.
Indefinibili presenze camminano ancora.
Dal passato, ogni cosa torna a rivivere:
un muro, a cui si è appoggiato un poeta in cerca
d'ispirazione; una strada, calpestata
dagli zoccoli di un cavallo e dalle ruote
di una carrozza; una fontana, che da secoli
rompe l'apparente quiete notturna
di qualche piazzetta trasteverina.
Ogni pietra potrebbe raccontare una storia.
Una storia come questa, fatta di terribili leggende,
di antichi palazzi, di pittori e di poeti.
Una storia del passato o del presente?
Non c'è differenza, lo sapete...
In una splendida mattina di primavera,
un'auto dalla targa singolare si ferma in una
delle vie più suggestive ed incantevoli di Roma.
Un uomo, forse un forestiero,
scende dalla macchina, entra al numero 33
di Via Margutta e sale le scale che portano
ad un grazioso ed insolito cortile.
Non c'è nessuno, tranne un uomo in cima
ad una rampa di scale che ha tutta l'aria
di essere il portiere. Il forestiero sembra
chiedergli informazioni, l'altro gli risponde
indicando più avanti. Ridiscende le scale,
arriva davanti l'interno 13 e suona.
Il campanello è rotto e si decide a bussare.
Nessuna risposta.
Ecco comparire alle sue spalle una vecchia
signora. Gentilmente il forestiero le chiede
se il pittore Tagliaferri abita lì.
«…Stanno da un'altra parte… i pittori!»
gli risponde seccata lei,
che precipitosamente se ne va. Come l'uomo sta
per andarsene, una bellissima ragazza
dall'aria indefinibile lo saluta dall'uscio,
che solo un secondo prima sembrava chiuso
da un secolo. E' spiacente, ma il pittore
Tagliaferri non c'è. L'uomo si scusa,
avrebbe dovuto arrivare il giorno prima,
ma si è intrattenuto da alcuni amici in Toscana.
Non sa dove pernottare e la ragazza gli indica
l'albergo Galba. La direttrice è una sua
cara amica, la signora Giannelli.
«Vada a nome di Lucia…»
lo rassicura la ragazza.
«Lucia… è una parola magica!!»
dice scherzando l'uomo.
«A questa sera… e benvenuto a Roma!».
I due si congedano dandosi appuntamento
per quella sera alla Taverna dell'Angelo,
nella vecchia Trastevere.
Lì potrà finalmente incontrare Tagliaferri.