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Puntate
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© 1971 Rai Radio Televisione Italiana - 2003 by Oberon
Roma viene svegliata dal suono
festoso di mille campane,
ma Edward Forster è già in piedi da un pezzo.
Si trova a casa del colonnello Tagliaferri,
dove la nipote Giulia si è ritirata nel suo dolore.
L'anziano uomo non c'è più,
ma gli orologi della sua collezione
continuano a ticchettare ininterrottamente.
«Era da tempo che non si sentiva bene,
poi l'altro giorno la donna delle pulizie l'ha
trovato svenuto a terra. E' stato ricoverato
subito. I medici avevano detto che si era ripreso,
che era fuori pericolo, invece…».
Un lieve singhiozzo non le permette
di finire la frase.
«A che ora è morto?»
«Verso le sette, dopo che lei è andato
via dalla clinica».
Edward si guarda intorno, ammirando
gli orologi che la prima volta non aveva notato.
«Il colonnello aveva ragione, sono bellissimi!»
«Si, ci teneva molto, erano addirittura
diventati la sua ossessione…»
«Cosa intende?»
«Una assurda superstizione… credeva che se
uno di questi orologi si fosse fermato,
anche il suo cuore avrebbe cessato di battere».
Dal tavolo al centro della sala, Edward raccoglie
un piccolo orologio da taschino.
«Quello era il pezzo più importante
della sua collezione.
E' un esemplare del 1700, rarissimo…».
Forster porge il piccolo manufatto alla ragazza.
«Credo di aver capito come è morto suo zio.
Questo orologio si è fermato!»
«Ma allora…»
«No, no, era solo una superstizione.
Solo che per lui era vera. Così quando
quell'orologio si è fermato… lo spavento
lo ha ucciso!».
Giuliana rimette a posto l'oggetto,
ma Edward nota un'incisione sul retro della cassa.
«I, B… le iniziali di Ilario Brandani,
un orafo del '700…».
Il professore, come per obbedire ad un impulso
istintivo, riprende l'orologio, aprendolo.
Un'altra incisione è al suo interno.
La civetta del medaglione di Lucia ed una scritta:
S. Onorio.