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© 1971 Rai Radio Televisione Italiana - 2003 by Oberon

Vecchie biblioteche, gravide di antichi tomi
impolverati, sembrano attendere la visita
di Forster da secoli. Ansiose di rivelare oscuri
misteri, scrutano i passi frenetici del professore,
dall'alto dei loro decrepiti scaffali.
Mentre si affanna disperatamente per trovare
il più piccolo indidzio, alcune idee
gli danno speranza di venire a capo dell'enigma.
Ma le risposte negative di altrettanto
vecchi impiegati lo respingono indietro.
L'aiuto di Barbara è prezioso, ma purtroppo
inutile. Inaspettatamente, proprio mentre
le ultime forze lo stanno abbandonando,
un piccolo spiraglio di luce squarcia il buio
che sta per inghiottirlo. Riesce ad intuire,
o almeno così crede, chi sia questo "O".
Purtroppo non sanno dargli un indirizzo preciso,
ma è sicuro che sia vissuto a Roma
proprio nel periodo in cui Byron vi soggiornò.
Negli uffici parrocchiali della zona in cui visse
il suo misterioso amico, Edward trova
un'indicazione preziosa. Mentre l'annota
sul suo taccuino, l'occhio viene attratto
dal calendario appeso alla parete di fronte.
28 marzo 1971. Il fatidico giorno è arrivato,
ma ora ha una traccia: Via delle Tre Spade 119,
l'indirizzo verso cui Edward si dirige
deciso. E' curioso come ogni volta che segue
qualcosa o qualcuno, lo faccia con il favore
delle tenebre. Ma ora è l'ultima cosa
a cui dar peso. L'alto portone di un palazzo
nei pressi di Castel S. Angelo sembra invitarlo
ad entrare. Un fregio, in alto, gli conferma
che è sulla strada giusta. La stessa civetta
del medaglione di Lucia: per un attimo crede
di vedere una luce sinistra sprigionarsi
dalle orbite dell'animale inerte. Non c'è tempo
da perdere, Forster potrebbe essere ad un passo
dalla soluzione. Si lascia l'ingresso
alle spalle e, come comandato da una forza
sconosciuta, scende le scale che portano
allo scantinato. Tra la polvere, che ormai
ha imparato a respirare, scorge una figura
all'interno di una decorazione.
Sembra un'immagine sacra, il volto del Cristo.
Più avanti, una pietra sul pavimento,
in parte coperta dalla terra, reca l'iscrizione:
Sir Percy O. Delaney. Eccolo, finalmente, "O".
E questa è la casa in cui Byron fu testimone
dell'apparizione delle "tenebrose presenze".
Proprio mentre Edward è ancora incredulo
per la scoperta, la musica del salmo XVII di Vitali
si leva nell'aria. Decide di seguirla, anche se
è convinto di avere di nuovo un'allucinazione.
Sale le scale, arriva al primo piano.
Sembra provenire da dietro una porta.
Indeciso, bussa lievemente sull'uscio.
Come le altre volte, la musica cessa di colpo.
La porta si apre lentamente.

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