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Puntate
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© 1971 Rai Radio Televisione Italiana - 2003 by Oberon
Nell'ufficio di Powell, Edward racconta
il misterioso ed angosciante incontro avuto
a Palazzo Anchisi. Il diplomatico, come sempre,
minimizza il tutto, cercando delle spiegazioni
logiche. Non mette in dubbio la veridicità
della visione avuta dal professore, ma ipotizza che
la ragazza potrebbe essere una sonnanbula.
Forster non si lascia convincere, nemmeno
dalle spiegazioni di Barbara, chiamata da Powell
per avere notizie su Anchisi.
La giovane assistente inizia una particolare
elucubrazione sul fenomeno delle apparizioni.
Secondo lei, non sono i fantasmi a manifestarsi
ai vivi, ma è il desiderio dei vivi che proietta
e rende visibili queste "presenze".
Powell è sbalordito dall'erudizione della ragazza,
soprattutto su un argomento del quale,
da vero britannico, dovrebbe avere
una maggiore conoscenza.
«I fantasmi inglesi sono rinomati
in tutto il mondo, ma difficilmente adattabili
all'aria limpida di Roma», afferma la ragazza.
«Di giorno, forse…»,
interrompe Edward, «…ma di notte,
Roma si riempie di vibrazioni, di presenze…».
Conosce bene, ormai, questo tipo di sensazioni.
Non l'avrebbe mai immaginato. Barbara si
congeda dai due, ma non prima di aver rivelato
una leggenda legata a Palazzo Anchisi.
Si dice che il fantasma di una donna infesti
l'ala abbandonata della residenza del principe.
All'apparizione si udrebbe anche una musica
d'organo. Le facce dei due inglesi si incrociano
per un momento, stupite. Powell non perde tempo
a sdrammatizzare, esternando la sua curiosità
sull'avvenenza dell'apparizione.
«Non credo che le convenga vederla!»,
avverte Barbara.
«E perché?»
«Perché dicono che chi la veda...
sia destinato a morire entro il mese!».
Barbara esce, chiudendosi la porta alle spalle.
I due rimangono in silenzio per un lungo attimo.
Powell si reca verso la libreria, che cela
un piccolo bar. Prende una bottiglia di whisky
e due bicchieri. Ci vuole proprio un sorso
di qualcosa di forte, anche se le ultime parole
di Barbara hanno avuto su Edward l'effetto
di mille bottiglie del liquore più potente.
Powell si siede accanto al connazionale,
che ripete la terribile coincidenza di date:
il pittore Marco Tagliaferri e l'orafo
Ilario Brandani, nati e morti lo stesso giorno
a cento anni di distanza. Ma le conicidenze
non si fermano qui, perché anche Forster
è nato il 28 marzo, ma un altro secolo dopo.
«28 marzo 1771, 1871, 1971… Bello!»,
sottolinea Powell con la sua solita
aria scanzonata. Al 28 marzo mancano
pochi giorni, Forster si chiede se possa annullare
la conferenza, ma Powell pensa che sia inutile.
Si potrebbe trovare il modo di farlo proteggere:
da che cosa, o da chi? Nessuno ha minacciato
apertamente Forster. Tutto è così indefinito,
irreale, ma l'angoscia che Forster prova
è fin troppo tangibile. Il prossimo passo è quello
di reperire notizie su Anchisi.
Una buona occasione per cogliere al volo
l'invito del principe.